Il paese mescolato

Venne un vento dispettoso,
birichino e divertente,
cambiò tutto in un minuto,
sia le cose che la gente...
Tolse al vigile il cappello,
la paletta e il suo fischietto,
mise tutto addosso a un ladro
che rubava un braccialetto.
Portò al sindaco una scopa,
un bidone ed un sacchetto,
una giacca allo spazzino,
il tricolore e il doppiopetto.
Sfilò scarpe, portafoglio
e le bretelle ad un banchiere,
diede questi a un senzatetto,
prese in cambio il suo bicchiere.
Le bollette da pagare
si distrussero ad un tratto,
sulla bici del postino
nel cestino c'era un gatto...
Mentre il vento soddisfatto,
la smetteva di soffiare,
gli abitanti del paese
s'iniziarono a guardare.
Qualcheduno sorrideva,
qualcun altro era perplesso,
nel paese mescolato
un bimbo disse... "è meglio adesso!"
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Commenti (1)
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Antonio Terracciano5 giugno 2016
Il vento è sempre dispettoso e anticonformista e, se "Le vent" di Georges Brassens era un vento parigino, libertino, amante del gentil sesso, e si divertiva a sollevare le gonne delle belle donne ("Si par hasard / Sur le Pont des Arts / Tu croises le vent, le vent fripon / Prudence, prends garde à ton jupon! ") , il vento di questa gradevole fiaba, quasi sempre in ottonari, è più attento ai mutamenti sociali, e si diverte, più o meno, a togliere ai ricchi e agli importanti, per dare ai poveri e agli emarginati. Ma è forse questo vento un'allegoria degli sconvolgimenti sociali che, abbastanza periodicamente, colpiscono quasi tutte le comunità?