Cuore ribelle
Fabio Cozzolino
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Il mare più fermo di una tavola m'invitò all'imbarco,
sciolsi il giro morto dal rancio, remi e chiglia si tinsero di bagnato.
A poche isole dalla battigia la fola mi fermò,
volsi lo sguardo alla ghirlanda ed un gabbiano li sussurrò:
...Sei solo tu e il mare, la notte è come un altare...
se l'amore vuoi trovare il tuo animo devi elevare...
Guardai su, la randa sembrava toccar luna,
come un pazzo mi avventai a scalarla per
raggiungerti tra le stelle di questa notte oscura.
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L'autore
Fabio Cozzolino
Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli11 giugno 2016
Lettura interessante e ricca di metafore originali... chiara e scorrevole con rime e assonanze che la rendono orecchiabile...

