Storia di una zanzara innamorata
Hariseldom
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L'autostrada era piena di camion
la maggior parte diretta a Lambrate
e una zanzara si era imbucata
in una macchina alquanto scassata.
Il guidatore le piaceva davvero
un anarchico dal cuore sincero
e il desiderio le prese la mano
ma succhiandolo al collo avvertì sapore assai strano.
Lui ebbe un sussulto
di certo era di piacere
la sua bocca sapeva certo di miele
la mano di lui provò ad accarezzarla.
Ma le zanzare non stanno mai ferme
prese dal desiderio di sangue
sangue tango e passione
rendono l'uomo leggermente frescone.
Così quel ragazzo dai capelli un po' ricci
per toccarla evitò per un pelo la fila dei tralicci
ma sbandando finì in un fossato
spaccandosi la testa e cadendo in un prato.
A quella morte la zanzara non ebbe mai pace
così per onorarlo come si deve
tutto quel sangue lei beve
ed ebbra di dolore e piacere
volò verso un altro amore
sperando di trovarlo meno breve
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Commenti (1)
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Antonio Terracciano11 giugno 2016
Non sono tanti i poeti che, pur rinunciando a schemi metrici definiti (ma magari non disdegnando qualche rima), riescono a suscitare nel lettore emozioni che perdurano ben oltre il tempo dedicato alla lettura della poesia. Tra i famosi posso ricordare Prévert, e qui, in questo sito, Hariseldom è senz'altro degno di appartenere a tale ristretta categoria. Le sue fantasie, come questa, si impongono per la leggerezza e per il relativismo che, a ben guardare, ispirano tante nostre azioni. L'amore tra la zanzara e il giovanotto può, a mio avviso, essere interpretato anche come un'allegoria dei diversi e a volte strani modi di amare, che possono sconcertare soltanto se si resta alla superficie di questo complesso fenomeno.
