Un pensare rivoluzionario?

Può essere
qualcosa di lungo e duraturo,
la vita della donna ... sul piano sociale
economico e affettivo; quel vivere senza
lavoro è un pensare rivoluzionario? non è
meno tragico quello dell’uomo, non lo
chiami calvario!
È sconosciuta
dallo Stato questa vita piena di
sofferenze ... e di dolori? Tutti bravi a
dire agli altri cosa fare; questo troppe
volte non viene percepito con amore;
è la fine di un rapporto democratico
e sentimentale.
Un malato è il
senza lavoro, la separazione non
gli bastava; l’Italia fondata sul lavoro
e questo manca, questo sistema arranca;
anche la parola bellezza architettonica si
è spenta e il capitale è sempre dentro
la banca.
Questo valore
aggiunto senza risorse, che il politico
ha dato a l’Italia con le sue mosse; siamo al
pellegrinare, manca il necessario per vivere;
saccheggia il magico bancomat sotto il peso
di un debito mai ripagabile e mai si può
estinguibile.
Un’economia da
recuperare, un presupposto economico
convenzionale; è la democrazia diretta quella
partecipata si può vantare su cui si può puntare,
usciamo di quell’empasse di degrado culturale;
con l’altruismo non c’è perdita della morale,
ci guadagna il capitale.
Un politico che ha
perso le elezioni comunali, non è un malato
terminale; chi si riprende dal coma elettorale,
quest’ultimo vuole approfittare; il chirurgo che
lo fa uscire dal coma, sicuro che è una gallina
che cova; nelle elezioni comunali, gli interessi
sono veramente serie.
Dopo i giorni di
coma con il cervello completamente spento,
c’è chi esce dalla sconfitta elettorale e approfitta
con un improvviso risveglio; ha fatto tanti incontri
nel paradiso con il dio denaro, nei dettagli ne parla
perché in quelle cose ... non è stato mai un
profano.
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