Paradiso e Inferno
Il tempo corre
ed io cammino
sui vetri rotti del destino.
Mi faccio male
stringo i denti
e con le mie ferite mi avvio
ogni volta sopportando
lo stesso dolore.
Il tempo sfianca
ed io arretro
gli anni miei sono un carico
pesante, e pieno
di affanni tumultuosi
verso una collina insperata
per una volta riposando
le mie pene,
per una volta riposando
le mie pene.
Vorrei amore universale
dividerlo con il pane
fra tutti gli esseri umani
sorridendo a squarci d'occhi
tenendo milioni di mani.
Il tempo non mi ascolta
tutto intorno tace
prendono la loro strada
angeli quieti, ribelli al sempre
potenti adepti al colossale
piccoli germi alle loro spalle
e sfuma un sogno fraterno
anch'io mi perdo nell'eterno
tra Paradiso e Inferno.
©
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