Il rifugio
Luciano Tarabella
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Come vorrei che tutto fusse apposto:
nissuna guerra, punte malattie
né chiacchiere fasulle con bugie...
insomma niente fumo, solo arrosto!
Voi direte che soffro di manie
ma io dar male voglio sta discosto,
ormai da tempo me lo sono imposto...
fussero tutte queste le pazzie!
Cerco sempre i rìordi der passato
e lì mi trovo bene visto che
ir presente un ti dà na bella sega.
Mi farò visità, sarò malato,
ma tutti i giorni, bimba, penso a te
amore mio perenne e dorce strega.
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (1)
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Antonio D’Auria8 luglio 2016
Con la forma metrica da lui preferita e con la, sempre arguta e densa di sfumature, lingua del popolo, il poeta Luciano condensa in questi versi il desiderio, che poi è di tutti, di un mondo più giusto e dove regni la pace. Ma l’unica salvezza alla triste realtà appaiono i bei ricordi e l’amore della donna (anche se un po'… strega) della vita, che è dolce malattia e rifugio.

