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Home Poesie Dialettali
Dialettali 15 giugno 2016 · lettura 2 min · 1417 letture

Entrotaera (Entroterra)

Giovanni Ghione 496 poesie pubblicate
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Dove l’äia do mâ a s’asmorta lì comensa l’entrotaera. O l’è faeto de fàsce, de rive de case sparse chì e là. O l’è faeto pe rinasce pe vive... campagnin se ne van a çercâ ‘na çittae. A l’è a taera ch’a cianze o nostro entrotaera son tréi vegi da soli o nostro entrotaera. Sti tréi vegi che resta peuan anche moî sensa manco ‘na parolla sensa manco ‘n’agiutto. Solo quande se perdan e cöse son cäe solo quande se scappa a l’è dùa tornâ. Traduzione Dove l’aria del mare si smorza lì comincia l’entroterra. E’ fatto di terrapieni collinari di case sparse qui e là. E’ fatto per rinascere per vivere... contadini vanno via a cercare una città. E’ la terra che piange il nostro entroterra sono tre vecchi da soli il nostro entroterra. Questi vecchi rimasti possono anche morire senza nemmeno una parola senza un aiuto. Solo quando si perdono le cose sono care solo quando si scappa è difficile tornare.
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nell'auspicio che una nuova economia agricola - ambientale permetta ai giovani di ritornare.

L'autore
Giovanni Ghione

Scrivere Poesia è aggiungere realtà alla fantasia, è un rifugio di parole che escono dalla mente, dal cuore, è un donar pensieri dall'oggi, al domani, a ieri. Per me dall'adolescenza apprendista artigiano della parola è come ritornare a scuola per acquisire nuova conoscenza libera da ogni interferenza. L'importanza d

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Commenti (4)

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carla composto15 giugno 2016

una triste realtà giovani costretti a lasciare la propria terra e cercare altrove lavoro e fortuna... bella versi ben stilati anche se il tema è triste... bella e piena di speranza la nota ... plauso

A
Antonio Terracciano15 giugno 2016

Dove non si sente più l'aria di mare, comincia l'entroterra: è un po' dappertutto così, ma il passaggio dal mare alla terra (avara) non è forse mai altrove tanto repentino e brusco quanto a Genova (e in tutta la Liguria) . E molto bene, secondo me, ha fatto il poeta a scrivere questa sua pregevole opera in (curatissimo) dialetto genovese, in quel dialetto ligure che rispecchia fedelmente i luoghi dove esso è nato, passando con disinvoltura da montane ardue asprezze fonetiche a toni dolci, avvolgenti, marini... Per capire e per apprezzare il carattere di un popolo e quello della sua lingua bisogna osservare attentamente (anche) i luoghi in cui essi si sono sviluppati.

Giacomo Scimonelli17 giugno 2016

Una triste realtà che accomuna diverse, se non tutte, regioni d'Italia. I poveri ''vecchi'' rimasti continuano in solitudine la propria vita e la gioventù scappata non la si può condannare. Dice bene il Poeta nella nota e condivido il suo pensiero. Volevo segnalare questo passaggio che mi ha colpito in maniera particolare... ''...Questi vecchi rimasti possono anche morire senza nemmeno una parola senza un aiuto. Solo quando si perdono le cose sono care solo quando si scappa è difficile tornare.''... in questi versi finali l'anima del Poeta si manifesta in tutta la sua sensibilità...bellissima

Sara Acireale19 giugno 2016

Spero davvero che i giovani possano ritornare a popolare di nuovo l'entroterra che si trova lì dove finisce il mare. I borghi liguri, i borghi dell'entroterra sono belli e molto caratteristici ma i giovani scappano per mancanza di lavoro. Hanno ragione di farlo ma i vecchi restano da soli, senza un aiuto, un conforto. È triste un paese che perde i suoi giovani, spero tanto nel miglioramento dell'economia per farli tornare. Pubblicazione apprezzata