Natura morta
Daniela Dessì
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L'aria appiccicosa
sa di acre pioggia,
acqua rugginosa
vien giù
ombrosa sui pioppi dormienti.
i scuri tetti spioventi ambrati di luna.
Filigrane d'ombra
si muovono leggere
tra i verdi meandri della boscaglia,
fugaci sgattaiolano nel buio
frusciando tra i rami stecchiti.
Natura morta
appare vestita d'aura tetra,
intimorisce l'oscuro alone
addensato come fitta nebbia.
Tempesta insidiosa preannuncia
cattivo tempo.
Cala il sipario della notte
appesantita dal gelo.
©
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L'autore
Daniela Dessì
Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
Commenti (1)
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S
Stello20 giugno 2016
Le tempeste dentro, quelle che il nuovo giorno porterà via con il calore del nuovo sole e delle speranze che rinasceranno. Ne ho viste tante, ma passano, per fortuna. Bellissimi versi e rivissute sensazioni, complimenti.
