Padre...
Non posso criticarti, neanche volendo,
mi susciti non pena, ma rispetto...
Di fronte al tuo sguardo, che incanta la mia mente,
le mie obbiezioni, i miei tentativi di distorcere la realtà, sono vani...
Ti vorrei gridare... sono figlio della vita,
il mio compito è assaporarne ogni aspetto,
ma verrei meno al nostro tacito accordo...
Sognare, desiderare, questa la mia croce,
il mio vincolo verso l’ ignota vita...
Da piccolo mi domandavo cosa fare da grande,
da grande mi domando cosa volevo fare da piccolo...
I dubbi e i rimorsi sono costanti invariabili della mia esistenza,
come tanto bene dici tu, il mio tallone di Achille, è la mia indolenza...
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