Il muro
Marisa Amadio
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Ti vidi oltre un muro
non visibile agli occhi
barricato nei tuoi silenzi
in terra a me straniera.
Disteso per terra
a pancia in su e gambe flesse
coi pollici a tappar le orecchie
contemplavi qualcosa
ben oltre il soffitto
in un cielo immaginato.
Ti sentivo lontano
estraneo al mio mondo
per te così diverso e incomprensibile.
La curiosità tracimava i tuoi confini
come un fiume prossimo alla piena
verso il cosmo degli “altri”
ed io fui il tuo traghettatore.
Ora sfiori col tuo il mio volto
e un sorriso l'addolcisce.
E' sfuocato il tempo
che asciugavo le tue lacrime
e placavo la tua furia.
Quando ripetevo: “ti capisco”
sapendo intraducibili le parole
e tu mi lasciavi sbalordita
con le tue intuizioni
interprete di te stesso.
Io ho aperto una fessura
tra i nostri universi
tu ne hai fatto un passaggio.
Quando vuoi esci ed esplori
non t'allontani troppo
tutto rimane sempre diverso
e ti spaventa ancora.
©
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Marisa Amadio
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