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Riflessioni 25 settembre 2007 · lettura 1 min · 7251 letture

I Pescatori

Zima 451 poesie pubblicate
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Con la fronte solcata dal sole e mani come nodi di reti li incontriamo sui moli affollati tra sorrisi d’avorio e clamore Ceste piene del pesce del giorno che si vende al miglior offerente o si porta a sfamare le bocche di quegl’occhi di pane e miseria Hanno barche che salpano presto battezzate con nomi di donna fede in Dio e timore del Mare mentre all’alba salutano terra Umile gente, gente di mare facce stanche di duro lavoro hanno sguardi già oltre la prua tra le onde feconde di sogni
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Commenti (5)

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A
Antonella Piludu25 settembre 2007

Descrizione semplice e vera di una realtà ancora più vera! molto molto bella!

B
Bruno25 settembre 2007

molto bella, un veritiero canto alla gente di mare e solo chi ama il mare può apprezzare

F
Francesca Coppola25 settembre 2007

non lo so il motivo, ma leggere questa poesia mi ha ricordato i ”Malavoglia” di Verga, sarà per la stessa tematica, ma soprattutto per il gusto un pò amarognolo che ci sento dentro... ritratto realistico e molto piaciuto!

M
Maria Francesca25 settembre 2007

Leggo questi versi con entusiasmo, descrivi figure vive che sembrano uscire e proporsi in tutta la loro umanità

p
primaverello12 febbraio 2008

Ritratto acuto, pieno di affetto che immortala con finezza di tratto una professione spesso dimenticata, ma antica e nobile. piaciuta assai!!