Fine dell'Eden
Tessuto di pelle
che si dipana all'ombra
di olmi maestosi
stesa ricevo i baci
delle caduche foglie
i seni si elevano nel quieto respiro
del sonno
la bocca dischiusa riceve
il miele del sogno
tu, uomo,
passi lo sguardo
sulle curve silenti dei fianchi
non ancora segnati dal tempo
indugi sul femmineo colle
che ti invita a riposare
prima ancora di avere
assaporato la spezia piccante
che sul corpo si spande
poi
come critico d'arte
ti accorgi che il roseo
e il candore che la carne diffonde
non si intona e non fonde
coll'acciaio brunito della tua cruda ambizione
così m'abbandoni
e ti rechi lontano a cercare il tuo regno.
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Commenti (2)
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Paolo Ursaia25 settembre 2007
Ben strutturata, pur se in versi liberi, armonici e personali, suggestivi di una storia tratteggiata con eleganza
M
Marina Como25 settembre 2007
una poesia sulla disillusione molto ben fatta con linguaggio descrittivo che penetra ed incide nel paesaggio e nell'inconscio.
