Il povero poeta in rima
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
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L'autore si sente declassato perché la sua lirica e il suo modo di fare poesia non collima con quelle ricche di ermetismo al fine di rendere la poesia più difficile da interpretare. Anch'io sono un fautore della poesia classica nel termine riguardante la metrica, le cesure, gli emistichi e il trimetro giambico, nonché le rime sia alternate che baciate come usa l'autore in questa sua lirica perfetta e bellissima nel contenuto, salvo sentirsi abbandonato perché il suo stile pare fuori moda. Complimenti all'autore per questi passaggi descritti di sensazioni d'animo che condivido in pieno.
Ho un verso nel cassetto/non lo pubblico per dispetto/ ha una rima complicata/ quella giusta l'ho trovata./ lasciami libero mi ha chiesto/è stato onesto/ma non l'ho accontentato./ non è da solo che si è creato/ sono io a decidere/ a volere/non la moda o la cricca dei lettori./ dentro o fuori/ questa è la via/ il senso di ogni poesia.
Tra i rimator cortesi di alto spicco, messer Laurenzio, etrusco, ritrovai: nobiltà in versi, ampi, maestosi lai, sì che i' ne venni, da ell'ambrosia, ricco. "Lai" dallo svevo: "Laier" (canti), è sito nella cantica quinta dell'Inferno, al verso quarantaseiesimo.
