Com'era dolce l'onda
Perlanera1
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Com'era dolce l'onda sulla riva
quando scendeva tiepido il tramonto
e un soffio arancio l'anima lambiva
tra i primi scintillii di stille argento.
Il mare raccoglieva la mia pena
bruciante che mi bisbigliava in fondo
quando pensavo a lei così lontana
e a quell'abisso che ci divideva.
Profondo più del blu dell'oltremare
che alzava le invisibili barriere
e ci rendeva sempre più distanti,
quel vuoto che riempivo coi miei pianti.
Scrivevo per mia madre sulla sabbia
ma il vento soffocava le parole
e il volto suo in un alito di nebbia,
svaniva come un rivolo di sole
Dell'angelo che allontanava il male
con la sua spada alzata verso il cielo
mentre l'oscurità stendeva il gelo
non c'era neanche l'ombra del profilo.
Ma l'onda era dolcissima di notte
quando sfogliavo l'anima nel letto
con quel fruscio del mare tra i pensieri
amari che scorrevano di getto.
Adesso come allora, il tempo gira
e mi ritrovo a stringere il cuscino
da sola, con i sogni tra le dita
e l'eco del sussurro di un mattino.
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