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Fiabe 18 luglio 2016 · lettura 2 min · 1842 letture

Filastrocca della comare di cartapesta

Laura Fogliati 53 poesie pubblicate
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Andava e veniva per la città e intanto aspettava le novità. Delle più truci e delle più belle tesseva una tela fitta e ribelle. Poi ricuciva, imbastiva e tagliava... Anche quando sfinita al sonno cedeva tesseva, tesseva e ancora tesseva. Con tutto l’impegno si prodigava convinta com’era che quella missione di cibo e di acqua fosse ragione. Non s’avvedeva, la poveretta, che il tanto operare con dedizione alla sua veste rubava splendore. Era nata col sole, profumata d’un fiore ma ormai era stanca, consunta e incolore. E, quando la forza le venne a mancare, fermarsi dovette nel proprio giardino prigioniera del tempo e del proprio destino. E tutti i passanti nell’avvicinarsi udivano quella imprecare e lagnarsi. Questa è la storia triste e nefasta di una comare di cartapesta che dopo cent’anni trascorsi a vagare, avvedersi dovette del proprio vestito: ingrigito, strappato e mal rattoppato. Il Tempo, si sa, è gran galantuomo e senza fermarsi passava di là. Poi, un bel giorno, ebbe pietà: andò dalla vecchia e le disse gentile che forse poteva aiutarla ad uscire. Quella raccolse rinvigorita le ultime blande forze stentate. Quando alla soglia vicina arrivò, le forbici e l’ago dalla tasca sfilò e incurante del Tempo ricominciò. Fu proprio il giardino che si ribellò. Dalle sterpaglie che un tempo eran fiori una viva scintilla di colpo scoccò e l’abito secco di fuoco avvampò, avvolgendo la vecchia come un falò. Il Tempo, in silenzio, tristemente capì che quella storia finiva così. E, ancora oggi, chi passa di lì della triste comare ode il lamento e sfuggire non può al languido pianto. Così da millenni e forse anche più l’ottusa si lagna con gli astri lassù. Se accade che il Tempo, l’amico che fu, si trovi a passare per caso di lì lo incolpa d’averla lasciata così. Finita è la storia della vecchia comare che d’ago e di forbici sapeva campare. Bramando soltanto novità da aggiustare, fu ignara del bello e finì per scordare che oltre a cucire si poteva anche amare.
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L'autore
Laura Fogliati

Sono nata in Liguria, terra che amo e alla quale sento di somigliare molto, e vivo in un paesino del Levante ligure assieme alla mia famiglia e ai miei gatti. Ho iniziato a scrivere fin da piccola, ancor prima di appassionarmi alla lettura – alla quale, oggigiorno, dedico una fetta cospicua del mio tempo. Il mio eso

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Commenti (1)

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Sara Acireale18 luglio 2016

Una favola molto suggestiva che ha catturato la mia attenzione. La filastrocca della comare di cartapesta, oltre alla rima perfetta, ha anche una morale coi fiocchi. Non si può sempre tagliare e cucire (oppure pensare sempre al lavoro). Pensiamo, a volte, che essere molto attivi e sempre in movimento è un bene. A volte non lo è se non si capisce che l'obbiettivo principale è l'amore. Senza amore il vestito si scolora e... si può fare la fine della vecchia comare. Sinceramente apprezzata