San Giuseppe fra i galilei
Vaibhava das Vito Parisi
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L'adorazione, che, il santo rivolge,
Giuseppe al Sire sommo, qua è impensata;
egli è beato, e noi per cerchie e bolge;
egli santa Maria, la venerata
dal Re del Cielo, ivi configura;
Dio sopra tutto, ei incensa, a eterna data.
Giuseppe il santo vive la natura
spirituale, cui tal senso vige;
da che il Re è puro, ella, da Lui, è pura;
ella ha, del Sire, in lei, l'eccelsa Effige
d'Immagine, di Luce celestiale;
ciascuno, al Reame, Iddio Solo dilige.
Si notan, per l'assenza, pecche e male,
ma, in Galilea, nel mondo, ciò si ignora;
'il che è glorioso ei pensan: "Qua non vale!"
S'inchina, al Sir, fedele a Lui per suora
che Lo celebri in requie di Convento;
san Giuseppe è nel Spirto santo, ognora.
In Galilea, tale divino accento
non si conobbe, e, al volgo, ne taceva
il giusto, il falegname, in 'el portento.
La grazia di Iddio in lei, l'anima eleva.
©
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L'autore
Vaibhava das Vito Parisi
Autore stilnovista, di argomenti cortesi e teologici nel contempo, tratti da basi platoniche. L'ambiente politico è quello del Sacro Romano Impero medievale, la patria morale Firenze. Osannante lo Spirito di Iddio in madonna, sotto forma di grazia, mi inchino a Signoria celeste e, di conseguenza, terrena, a potestà uma
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