L'inizio di una poesia
Iolanda La Carrubba
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Sospesa in una prosa
custodita nel calamaio di cristallo
si assapora la poesia in rima o elegia
che tra il tormento dei cuori si riposa.
Arduo è il passaggio
della contemporanea espression gentile
nella ricerca di un futuro illuminato d’antico
laddove un verso del Cyrano De Bergerac
attraversa limiti di tempo per essere incartato
tra le dolci forme del cioccolato al latte.
“ Venghino signori Venghino…” è l’urlo ricamato di finzione
tra gli applausi di un’accorta riunione
per presentare nella gabbia d’oro
l’ultima bestia dall’animo nobile.
Il passo dello scrittoio zoppo
ha varcato qualsiasi confine
trasformando la sua anima immobile in mobile di polvere
ma la sua ombra ora va al galoppo.
Momentanea cortesia diventa frenesia
fronteggiando celata ipocrisia
per rivendicare arcaico scrivere.
Il circo ha consegnato l’ultimo spettacolo del boia
vestito di paillette e ritagli di gioia mentre il pubblico
reclama ancora una volta l’ultima rima!
Una satira in risata si tramuta
per nascondere il mondo vestito di piombo
in un’eterea lacrima.
©
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L'autore
Iolanda La Carrubba
Sono figlia d’arte, i miei genitori entrambi pittori, hanno ritratto il mondo in cui desideravo vivere fin da bambina, quando il tepore del latte, si colorava del dolce miele solare e le giornate invitavano al risveglio. Il mio primo sguardo iniziava a vivere, dentro i splendidi quadri dei miei genitori. In questo in
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