Questa sera
Alfredo Mercutello
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Al mar che non si muove
rivendico l'onda
e gli spruzzi di spuma
che mescolano le voci
sgusciando tra i sibili
al ridondar unico del moto
in fragore del tanto
in odor dell'immenso.
Squarcia fendendo nell'acqua
il getto delle uniche mani
per svuotar di bottiglie
gli involucri segreti e stagni
una massa all'esterno
una piccola massa all'interno
tra i confini di un troppo
tra i ritorni totali.
Anche se sordido s'annida empio
il dolce frastuono delle fronde
in assoli illegittimi e oscuri
di masse contigue e instabili
e lune gonfiate dallo straripar degli echi
che lenti straziano le notti
di stelle allo specchiarsi narciso.
Allora figli dal nudo di pelli
ovunque si avrà d'un poco di noi
rideranno i soli frammenti mentali
i molti adescati inermi
da ogni bramosia platonica
per aver finto creando fumo
che persino la nebbia confonde
dirama e dirada
permeando l'insanabile essere
vittima conscia
d'una erotica insaziabile illusione.
©
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