Candido giglio
Un giorno, amore, di bianco vestita
ti vedrò uscire dalla chiesa sul sagrato
nel giorno più bello della tua vita
sarai come un giglio appena sbocciato
Io starò sulla piazza un po' discosto
il tuo splendido sembiante ad ammirare
ma a te, mia fata, resterò nascosto
il tuo dolce sguardo non vorrò turbare
Nei sogni io vorrei essere quell'uomo
ritto accanto a te innanzi all'altare
e se fossimo entro un grande duomo
non conterrebbe del mio cuore l'esultare
Ma in realtà ciò non può avvenire
perché per me tu voli troppo alta
principessa, a te non posso ambire
al tuo cospetto la pochezza mia risalta
Me che sono uomo grigio e ottuso
annulleresti tu, stella fulgente
e in stretto recinto poi sarebbe chiuso
e intristito lo spirito tuo ardente
Chi sarà mai quell'uomo fortunato
che l'anello metterà sul tuo bel dito
a cui il tuo dolce cuore avrai donato
gioia più bella non avrà mai sentito
©
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L'autore
Adriano Lungosini
Dice mia madre che sono sempre le donne a scegliere. La Poesia ha scelto me, non so perché, dato che non ne ero all'altezza, per dare un senso ad una storia, la mia, che fino ad allora era sempre proseguita per inerzia. Lo ha fatto attraverso una donna, concreta e reale, che mi ha sempre respinto. Ma l'amore per la Poe
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