L'urlo
Un grido
partorito dal silenzio
libera la voce
che subito corre
vestita di pensieri
si affretta
prima che di esser sopraffatta
prima di essere spenta dall’inganno
da un potere
sempre più tiranno
dall’accanimento mediatico
da esempi blasfemi
da una cattiveria umana
che appare incontenibile
e corre
cercando valori persi
sotterrati
tra mucchi di apparenze
tra gelosie
rivolte a un niente
a un mondo effimero
a essenze virtuali
dove tutto è possibile
dove tutto è concesso
dove perfino la morte
diventa un gioco
un attimo di gloria
forse con la convinzione
che si possa cancellare
come fosse un file
corre la voce
fino a che inutile e stanca
torna nel silenzio
qui
dove il fiato manca
dove anche lo sguardo tace
in questo mondo
eretto
su montagne di merda
gagate a forza
da chi in ginocchio
costretto
non ha più parola.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Turan
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Marisa Amadio4 agosto 2016
Un urlo condiviso. Liberatorio fino a un certo punto, poiché la consapevolezza della realtà riporta all'amarezza e alla disillusione. Mi auguro che quel grido si alzi ancora e ancora. Sempre più forte, poiché ci vuole tempo e perseveranza a smuovere l'inerzia. Almeno così spero... io ci credo. Poesia dai toni forti che sollecita più di una riflessione. Complimenti!

