Roma ritrovata!
Ettore Salamena
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Insieme a ricordi ed affanni t'ho lasciata
ma la bramosia di visitarti non è doma,
allor mia diletta giammai dimenticata
perché non vengo più da te, oh Roma?
Quando sveglio sarò con la mente desta
e pesante sarà il sonno del romano cittadino,
col sole a far capolino nel dí di festa,
è allora che potrai vedermi di primo mattino!
Bello sarà assaporare il risveglio graduale,
sentir nell'aria i tuoi primi rumori,
con negozi chiusi ed ancor sulle scale
il vecchio clochard tra umidi cartoni:
l'aprire d'una chiesa il pesante portone,
una saracinesca preludio alla colazione
e del caffè l'espandersi il buon odore
e dolci suoni i rintocchi che batton le ore,
poi dopo il rituale volteggiar nell'aria s'alza,
in questa fresca estate di prima mattina,
il desiderio di tornar che vuol dire speranza
col sordo tonfo in acqua di una monetina
mentre il romantico calpestio di zoccoli
misto al greve rotolar di cerchi avanza!
©
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L'autore
Ettore Salamena
"La sensibilità non è donna, la sensibilità è umana. Quando la trovi in un uomo diventa poesia". Alda Merini Autobiografia: Classe 1948 … diplomato … già lavoravo all'età di diciotto anni, il che mi ha consentito di sposarmi abbastanza presto, come d'altronde quasi tutta la mia generazi
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