Re di una notte
Peppe Cassese
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Tu assai lontano ed io piagato in fondo
anima bianca e soffio tremebondo
col vecchio Amleto immensamente grande
cucivi il mio passato tra le mani
sopra quel palco in lotta col domani
e consegnavi al volgo e al tuo presente
il sogno di una notte a mezza estate
sapendo infiocchettare quelle fate
che grigie nere e dubbie del futuro
gracchiavano dolenti al dì venturo.
Io ero il buio e tu la fiamma accesa
voce e passione nel silenzio attesa
a dare vita al mio bisogno acuto
che grida in faccia al giorno e sembra muto
e quella notte magica di agosto
ha devoluto al cielo il verso opposto
offerto come un fiore a volti e cuori
rapiti dal tuo sole ordito fuori
strappando nell’incanto un caldo accento
che ancora brucia dentro e ancora sento.
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Peppe Cassese
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