Azzurrina
Pasquale Farallo
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Lieta rincorrevi
quel giorno la tua palla
oh dolce Guendalina,
ma in fondo a quella scala
oblìo tu incontrasti
e più non ritornasti
Fluente la tua chioma
ma leggermente azzurrina
per sempre ti diè il nome
che ancor oggi conviene,
ma l’essere albina
al tuo tempo sconviene...
Te ne andasti una notte
rapita, smarrita
tra lampi e tuoni
d’un gran temporale
e lacerato il pianto
di chi sol t’aveva come suo vanto
Crudele il tuo destino
ché mai avresti visto
l’età di maritarti,
colpa di quel volgo
e del suo vile pregiudizio:
Il candore del tuo corpo...!
Là, voci di tenebra azzurra
ancor riecheggiano sui merli
e nelle volte del castello
a ritrovar quel cuor di mamma
che quel dì ti fu strappato
e ahimè, mai più hai ritrovato
©
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L'autore
Pasquale Farallo
La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p
Commenti (1)
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Merlino8 agosto 2016
una tenerissima lirica per una leggenda già sentita e che ridesta ricordi di tempi bellissimi. Grazie e complimenti

