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Claretta Frau
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Credevamo con la civiltà
di aver sconfitto il sudiciume.
Lo abbiamo invece solo accatastato
e meglio seppellito
ma i miasmi, oggi più che mai
venuti fuori dal letargo
fumano.
In molti nuotavano nell’oro,
le lusinghe erano pane quotidiano
ma saziavano solo gli schiocchi
e chi provava piacere a tuffarsi nel vizio.
Qualcuno, forse un burlone
fece circolare la voce
che erano ormai scomparsi
i lacchè, si dovette così rimpiazzarli
con abbottonati portaborse
i quali, alla prima occasione
presero il posto dei padroni.
Intanto, l’ingenuo che non aveva vizi
e non sapeva cos’era la noia,
compensava il proprio bisogno
cantando e coltivando conto terzi
l’erba, nel suo florido orticello.
Felice, per non aver ceduto alla corruzione
nel granaio insieme all’ottimismo festeggiava
ogni sera di nascosto... con la Maria.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Claretta Frau
Sono nata in Sardegna. Ho cominciato a respirare poesia ascoltando mio padre che amava improvvisare in lingua sarda. a scrivere poesie a tredici anni. Lo faccio tuttora spinta da un bisogno quasi viscerale di mettere su carta i pensieri e le emozioni mie, più profonde. Mi piace ogni forma d’arte e sperimentare nuovi mo
Commenti (1)
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Adriana14 agosto 2016
purtroppo l'essere umano oltre a distruggere ogni cosa di bello del creato, distrugge se stesso, illuso di essere di essere immortale. versi incantevoli!

