Tremula speranza

Sono nato il 15 giugno 1971 a Saronno in provincia di Varese e dall’età di 13 anni vivo a Caltagirone in provincia di Catania. Sono educatore presso una comunità di minori da ventisei anni e amo il mio lavoro. Ho due figli che adoro. Amo la quiete ed il silenzio. Scrivere mi aiuta a sentirmi meglio quando la tristezz
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Sempre bravo Giacomo, complimenti! (Marinella Fois)
Commenti (18)
La morte, il terrore e (nonostante tutto) una tremula speranza di potere salvare ancora vite umane sepolte dalle macerie. Con delicatezza ed espressività dal cuore del Poeta sono sgorgati questi stupendi versi dedicati a chi è perito durante il sisma ma anche a chi è rimasto.
Pochi secondi di terremoto bastano a cambiare la vita di chi rimane in vita o a toglierla in modo violento. Ancora una volta assistiamo sgomenti ad un violento sisma e di seguito al salvataggio spasmodico di chi è rimasto sepolto dalle macerie. Dal testo del sensibile Poeta esonda uno stato d' animo colmo di speranza, di ansie e turbamenti a seguito del drammatico accadimento. L'Autore dà voce per ricordare le vittime con l'auspicio di un superamento psicologico per chi è sopravvissuto ...Condivido il sentire lacerante del Poeta, plauso!
il tonfo silente della morte s'espande, inghiotte tutto ciò che trova senza eccezione alcuna... vite umane, donne, bambini, uomini... li coglie di sorpresa senza preavviso... versi molto belli, veritieri, velati di dolore per questo doloroso e terrificante evento... il mio plauso sincero
Versi che parlano di speranza che non si spegne tra le macerie, nel respiro della morte vigliacca che sorprende nel sonno adulti e bambini senza pietà, speranza che porta chi è sopravvissuto a simile catastrofe a scavare sotto pietre tra il pianto e urla cercando un respiro ancora vivo dei propri cari seppelliti sotto le proprie case. Con cuore sincero l'autore offre questi versi, per sentirsi vicino alle vittime di terremoto e portare a loro una parola di conforto. Messaggio che condivido
Versi capaci di farci immedesimare negli ultimi barlumi di vita di chi si trova sepolto dai detriti delle case sventrate dal terremoto, certo, è una catastrofe; che ha colpito tutti i cuori sensibili e non ci resta che aggrapparci alla speranza!
Il contenuto indiscutibilmente condivisibile. Da vittima scampata nel lontano '80 posso solo confermare quanto il poeta ha ritratto con versi sentiti e veri, efficaci. Grazie per averla scritta.
i versi fendono come lame l'animo di chi legge in questo momento di sgomento per ogni uomo che essendo tale si identifica con la sofferenza stessa. La innata sensibilità dell'autore permea questa lirica che ci emoziona
Intensissima composizione che attraverso la speranza anela la vita nello strappare alla morte quante più vite si possono sottrarre alla nera signora, fare presto, pregare e sperare. Veramente bella e commovente, mi piace tanto e complimenti.
La chiusa è particolarmente intensa vivibile quasi come un inno al volontario del soccorso che non vuole arrendersi, vuole strappare qualcosa all'amaro destino "... anticipare l'eterno silenzio ridare vita a chi ancora respira... "Complimenti
La speranza si radicalizza nelle parole flebili, sentite e sofferte di chi sensibilmente lascia versi... poesia bellissima
Versi condivisi. Un tragico evento imprevisto che richiama sentimenti di solidarietà amore speranza.
Meschina è la morte che arriva e tutto cancella. Addio ai sogni, alle speranze, alle gioie degli affetti. Meschina è la morte che cancella la vita, ma nulla può fare contro la memoria e noi ricorderemo sempre. Un testo incisivo, doloroso e ben strutturato in un lavoro che ruba l'anima e fa piangere il cuore. Complimenti al bravo poeta e alla sua grande sensibilità.
Versi che si commentano da soli, che fanno riflettere su quanto di terribile è accaduto e che l'autore ha ben saputo esprimere con tutta la sensibilità che ha nel cuore. Una poesia che si legge con dovuto silenzio, con commozione, dove la voce dell'anima tiene stretto in una morsa, l'urlo agghiacciante, per soffocare quel dolore immenso che si alza nel cielo di chi ha perso tutto.
L'infinita speranza che vuole salvare dalla gelida morte le restanti vittime del terremoto ma più passano le ore e più essa si affievolisce con il sopravvento della fine, inevitabile risultato di questa catastrofe tanto immane. Senso di impotenza sorretto solo da speranza con l'aiuto della carità umana e tanta, tantissima fede in Dio e, ancora, tanta speranza nei grandi miracoli. Un'egregia lirica scritta con grande sensibilità che coglie e fa immaginare quasi vivendoli questi drammatici momenti di terrore. Un'accorata preghiera molto bella.
Come un boato sopraggiunge la morte, tante vite spezzate, poi il silenzio... il terrore negli occhi non si può descrivere, troppe vittime da ricordare, un paese da ricostruire, il lutto lascia sgomenti. il poeta, ha saputo trasmettere con i suoi versi profonde emozioni, condivisibile il dolore per chi non c'è più.
bellissime parole per una purtroppo tristissima ed orribile verità! la speranza che tutto possa tornare di nuovo alla norma è quella che darà forza a tutta quella gente!
L’impatto visivo dell’opera è alquanto realistico, nel rappresentare l’effetto dirompente e distruttivo di un terremoto, quale quello avvenuto ad Amatrice. Condivido appieno le considerazioni scritte dall’autore, le quali battezzano il titolo: “Tremula speranza”. Aggiungo pure una percezione, scrivendo che, secondo me, il terremoto ora sta sottolineando questo periodo storico dove l’umanità non ha più rispetto per la natura; purtroppo, per l’ignoranza di alcuni potenti, ci vanno di mezzo persone innocenti. Ciò è sotto gli occhi di tutti e se non siamo ancora riusciti a correre ai ripari, non vedo quale futuro positivo ci possa essere, per le generazioni, successive alla nostra. Complimenti al poeta ed elogi per la solidarietà mostrata!
Profonda riflessione per un evento, qual’è il terremoto, che induce il poeta a condividere il dolore e respirare speranza.
















