Arquata del Tronto
alias Marina Pacifici
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Era una gemma
incastonata nel diadema dei Monti Sibillini,
protesa verso il Monte Vettore.
La rocca medievale con la torre maestosa
svettava verso il cielo, in alto,
in una giornata tersa e radiosa
dai riflessi blu cobalto.
La piazza si apriva in un sorriso
di gerani ai balconi,
in un ricamo di sole,
mentre un'anziana ricamava al tombolo
nell'armonia serena delle ore.
E mormorava la fontana
una nenia infinita.
I giochi per le vie dei bambini,
boccioli di colore,
il canto della vita.
La rivedo ancora Arquata,
ridente e bella,
prima che il terremoto spegnesse in tenebra
come la notte di San Lorenzo
l'incanto tremulo di una stella.
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L'autore
alias Marina Pacifici
Commenti (1)
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Patrizia Ensoli27 agosto 2016
Bella poesia che evoca immagini gioiose e di vita ... dove la vita è stata interrotta, ma dove mai cesserà di battere un cuore, quello della speranza e del ritorno! Un piccolo presepe d'emozioni custodito nel cuore dell'autrice donato alla lettura.

