Dear
guardo
il mistero del tuo sorriso, e
dimmi, se è vero che la Luna
sorge per tenermi compagnia
con l'anelito, d'incontrarti
prima che giunga il vento
accarezzando il trine oceanico e
le stelle della notte oramai stanche
zingare, come l'ego che mi veste
nascondono, il sentiero del primo giorno
foriero, dell'arcano procedere Vitae
senza il conforto
della tua spensieratezza e
guarda, questo giorno
che danza sui primi raggi del Sole
ha un colore diverso della tristezza
ti assomiglia
©
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Commenti (1)
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Merlino28 agosto 2016
una gran bella lirica. I suoi versi e le immagini usate fendono la mente e vi trovano spazio per imprimere il pensiero dell'autore. Piacevolmente si legge d'un fiato per l'intensità che ci coglie. Complimenti
