…là una volta c’erano…
Dove lo sguardo cade
terra nera bruciata,
cenere,
non più legni
ma carboni.
Vecchie e secolari piante
annerite
insieme a giovani germogli
arsi
sull’uomo sciacallo
dito accusatore
puntano.
Non più canti di cicale,
non più cinguettii felici.
Regna solo il silenzio
e l’acre lezzo del fumo.
Non più giochi e sorrisi di bimbi
sotto gli ulivi
restano.
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Commenti (2)
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Filippo Salvatore Ganci2 ottobre 2007
L'autore trascrive le sue emozioni con ottima tecnica poetica, riuscendo a far percepire al lettore le sue sensazioni, rendendolo partecipe!
Marco Canonico Baca81752 ottobre 2007
L'autore esprime in versi originali e particolarmenti sentiti il rammarico per la deturpazione che gli incendi, spesso dolosi, hanno portato alla sua terrqa e con immagini sublimi tradotte in versi, ci rende partecipi e ci fa sentire le sue emozioni.


