Ti racconto di me Signora
Con schegge di sole
ho graffiato le mie vene
per cercarvi almeno
una stilla di sangue
Lucciole spente le mie pupille
frecce roventi i battiti del cuore
Vermi ormai pasciuti
delle mie nude carni
stan per aggredirmi l’anima
Dal mio profondo ti prego Signora
strappami dagli artigli
di inclementi sciacalli
deponimi nel nido del tuo ventre
che’ abbia fine la mia agonia
e più non mi stordiscano
lugubri rintocchi a morte
©
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