Al porto
Cielo, pieno sei d’ostacoli
disturbato dal delicato slalom
di un svolazzante gabbiano
Il vapore di una scogliera
copre le nere acque impregnato di prole
disperato il pescatore
Terra amata, guidata dalla torre lucente
salutar con estremo inchino
il gentile marinaio
Capitani chic irradiati
da leggiadra brezza con maestria
trainate le raggianti barche
Il tramonto colora
l’ode mia a quel mare
tanto desiderato...
Lacrime sudar fanno la notte,
dimenticar non posso,
amore che vieni, amore che vai...
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