Steso sul cataletto or son desto

Ho camminato all’indietro sentieri antichi
osservando le pietre arrestarti il passo
mentre osservandomi nel nulla
mi sorridevi l’orma
Ho percorso ponti che non giungono
disperando spiagge senza approdo
dove muse private del domani tacevano a ritroso
quel destino che non sazia
Vorrei danzarti lungo un viale dipinto di luna
ma è dalla tua luce che mi giunge la tenebra
che azzittisce le note di quel violino
riposto nella custodia a farsi letargo
Il terrore di sognarti ancora mi riposa desto
nel cassetto ove muto giace il cuore
Tutto tace e nulla trilla mentre s’oscura d’adamantino
l’acronimo di quella promessa mancata
Steso sul cataletto or son desto come violino
riposto nella custodia
a farsi
letargo
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
M
Tutte le opere →
L'autore
Moreno Tonioni
Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Annamaria Barone16 settembre 2016
Ci sono poesie che arrivano direttamente all'anima, come una musica, come l'odore portato dal vento, come i passi su un selciato di notte. Rimbombano, si fanno vento, avvolgono e strappano lembi di pensieri... questa poesia è una di quelle, tutto appare chiaro, oltre le metafore, oltre il silenzio, oltre. Le pietre antiche, i passi, la notte che avvolge, il silenzio di quel violino riposto nella sua custodia
