Senza titolo

Sei poesia e per questo non possiamo trattenerti,
perché sei tu ad attirarci qui
orizzonte magnetico che al di là di quest’oceano
ci risucchia fino al centro di noi.
Annodi alle membra vizi e contraddizioni,
dilatando l’anima come una pupilla
rapita dall’ebrezza del tramutare sensi in versi:
spazzando via i cardini umani,
restituisci verità al nostro sangue cieco.
In te partoriscono la voce galassie taciute
l’umano grido tra dolore ed euforia,
musica ancestrale che riargina le crepe terrestri:
risuona a partire da questa carta viva
una rete che cattura e riplasma
malfermi frangenti di vita.
E noi rimaniamo impressionati
dal tuo sole pulsante
come bambini che ritrovano pianto e luce in una culla,
la prima vista ancorata alle braccia dell’alba materna.
Così, perennemente divorati dal demone d’esistere
nutriamo pensieri che germogliano in
voli di albatri fluttuanti tra le tue dita,
che fanno delle penne spighe di grano che si elevano al cielo.
Ma è risaputo
che a furia di assorbire vita come spugne
e di spremerci a generarne altre,
vorremo un giorno rimmergerci in quell’acqua
per ritornare galleggianti in riva al nascere.
©
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L'autore
Clara Danubio
Dicono che la mia città sia magica, io sono convinta che sia la vita a pullulare di magia. Per questo amo mettere per iscritto sensazioni e frammenti di vita che altrimenti non avrebbero voce. Ho 20 anni e frequento la facoltà di lingue di Torino; oltre alla poesia sono appassionata di musica, in particolare del canto,
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