Lilliput
Pier Giorgio Cadeddu
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Forse eri come un sogno di una notte stellata:
un grande sogno a Lilliput,
goccia di un’ambra distillata in un pianto diffuso;
come farfalla in volo libero
ti sei posata dentro la memoria
ai confini dell’amore nascosto,
marginale didascalia sulle divagazioni,
fatua espressione tra le virgole improvvise di un’istante.
Ma non sei stata l’unica specie in estinzione
per distrazione colpevole di cuore:
nel mio mondo immaginato e lento
ho raccolto altri resti e fugacità dell’amore randagio,
strascichio di eremitaggio e polvere
palliativi inutili al senso del passare;
dalla realtà fasulla ad un vento fratello,
oltre luci di piazza e versi solitari
sempre più invano ho spinto i miei ricordi,
estranei e sordi al danzare di mani;
ma dentro il guscio fragile delle apparenze
come schiuma nel mare
rinasce la tua voce e canta una leggenda
a suonare in adagio, fuga e toccata
i miei ascolti in discesa,
poveri occhi stanchi e scintille .
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Pier Giorgio Cadeddu
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