Diamogli una mano
Trascina a fatica il suo corpo ammaccato
per strade squallide e desolate,
solitario e barcollante,
nel buio inquietante della notte.
Pesa il fardello, che si porta sulle spalle,
di un'altra lunga giornata di no,
affogata nell'alcol.
Cammina senza meta
tra gli squarci di luce dei fari
di auto sfreccianti
e l'indifferenza e la diffidenza
dei pochi passanti.
Vede una panchina da un lampione illuminata,
la raggiunge, vi si china
vi appoggia il corpo malconcio,
si rialza, si risiede
e, in fine, prostrato si sdraia.
Al risveglio i postumi di una trascorsa giornata disordinata:
un cerchio alla testa, la bocca impastata.
Si alza deciso, si stropiccia gli occhi,
si sistema gli abiti, si guarda attorno
determinato ad affrontare il nuovo giorno
Forse ancora lo fa con speranza...
...alla ricerca di un'altra chance.
Ne ha diritto, ma niente è scontato,
la sua solitudine l'ha sempre danneggiato.
Ma da quella panchina per ripartire,
una mano amica deve incontrare
e la giusta solidarietà deve scattare.
Ha bisogno di una mano,
non può essere lasciato solo!
©
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L'autore
Mingo Di Falco
Sono un ex preside di scuola media. Solo da poco ho iniziato a scrivere alcuni componimenti, partendo da riflessioni sulla realtà ambientale e socioculturale della mia origine. Sono abruzzese di nascita. Ho fatto i miei studi a Padova dove sono rimasto. Da pensionato torno nel mio paese d'origine più spesso e per lungh
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