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Introspezione 21 settembre 2016 · lettura 1 min · 3971 letture

Nessuno sente

Giacomo Scimonelli 518 poesie pubblicate
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Nessuno sente... umiliato dal tormento facilmente annego frastornato orfano di certezze nel silenzio tremo nessun appiglio regge perdono non cerco... Umile e sincero vuoto incolore mi reclama buio intorno ricopre la mia anima anima esausta anima stanca dall'ennesimo viaggio senza ritorno nell'intricato percorso di uomo solo uomo alieno in un mondo cieco e sordo... ...e tra pentagrammi vuoti che reclamano note stonate sgorgano ancorati al petto sensi di colpa divorano strazianti melodie nel silenzio divampano... Nessuno sente forse conviene spade d'ironia son da evitare chi non comprende non potrà mai aiutare...
#Tristezza#Anima#Piangere#Solitudine#Delusione
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Chi ironizza sulla vita altrui è meglio che non parli... comprendere non è semplice quindi è meglio non urlare i propri stati d'animo... chi li capirebbe veramente? restar zitto è la soluzione migliore... Pensieri che scrissi anni fa... oggi per fortuna la situazione per ciò che mi riguarda è diversa... quei terribili momenti sono rimasti tristi ricordi che però non si potranno mai del tutto cancellare...

L'autore
Giacomo Scimonelli

Sono nato il 15 giugno 1971 a Saronno in provincia di Varese e dall’età di 13 anni vivo a Caltagirone in provincia di Catania. Sono educatore presso una comunità di minori da ventisei anni e amo il mio lavoro. Ho due figli che adoro. Amo la quiete ed il silenzio. Scrivere mi aiuta a sentirmi meglio quando la tristezz

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Commenti (15)

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Rosanna Peruzzi21 settembre 2016

Anima stanca, anima esausta, sola con il rimorso che divora, l'umiliazione che distrugge e esilia un'anima fragile, che ha lo sguardo puntato contro, di chi infila il coltello nelle piaghe e spinge sempre più in fondo per portare dolore sopra altro dolore, causato da sensi di colpa che scannano il cervello ed il cuore di un uomo che riconosce di aver sbagliato, ma allo stesso tempo non cerca scuse ai propri errori ma semplicemente non vuole essere giudicato da chi non può comprendere la sofferenza che fa sentire quest'uomo alienato e solo in un percorso intricato, dove però deve solo guardare avanti perché il nastro non si riavvolge e non si cancella e la vita continua con spiacevoli o piacevoli sorprese.

Ela Gentile21 settembre 2016

Nessuno veramente può comprendere lo stato d'animo di un'altra persona, né il suo dolore, anzi qualcuno, come dice l'autore, potrebbe ironizzare (e ci credo perché veramente esistono persone insensibili e cattive). Allora forse è meglio parlare poco?, meglio non aprirsi troppo? per non pentirsi in seguito?... Forse, ma piuttosto io penso che quel che è stato, quel che è passato, brutto o bello, triste o gioioso, è la nostra vita e fa parte di noi. E' una cosa che ci appartiene, fa parte dei ricordi che conserviamo dentro di noi. E se gli altri non comprendono non importa, ma la sensibilità dell'autore va oltre, tormenta e morde. Comprendo, m'immedesimo e, nel contempo, plaudo e apprezzo la sincera e sensibile poetica dell'autore.

Josiane Addis21 settembre 2016

"Nessuno sente... umiliato dal tormento, annego." Un urlo straziante in questa lirica così intensa. Quella dell'uomo incompreso che non cerca scuse per gli sbagli, le scelte fatte, ma che si sente sprofondare. La chiusa è da brivido "chi non comprende non potrà mai aiutare" riaffiora qui l'idea di solitudine. Il lettore resta rapito da questi versi che inducono alla riflessione. Pochi capiscono le note inaudite delle sofferenze, soprattutto chi non ha sperimentato le tempeste del vivere.

e
emiliapoesie3921 settembre 2016

capire il dolore altrui e immedesimarsi con lui nel suo stato d'animo è difficile, perché dipende dalla sensibilità d'animo, il dolore è rimpianto, delusione abbandono, amarezza... molto bene espresso il pensiero il mio elogio.

Anna Rossi21 settembre 2016

Non credo sia facile riuscire a comprendere fino in fondo il tormento di un'altra anima, sicuramente alcuni potranno immedesimarsi in alcuni stati d'animo ma certamente non con la stessa intensità...poi come decanta il poeta c'è chi "ironizza" sul dolore altrui ma la vita è una giostra, oggi può capitare a me domani a te...

Lina Sirianni21 settembre 2016

Nessuno può comprendere in pieno il dolore altrui perché può sentire solo il proprio, si può provare solo empatia... Versi di grande impatto emotivo!

Pagu21 settembre 2016

La chiusa dice tutto e forse anche di più... un testo di grande spessore, riflessioni importanti e condivise. Complimenti al poeta... un'opera che giudico immensa... bella in tutte le sue parti.

Gianna Occhipinti21 settembre 2016

Un mondo cieco e sordo, capace solo di puntare il dito, non può comprendere lo stato d'animo di chi soffre per un errore che ha commesso. Il giudizio affamato, di chi cerca a tutti i costi il colpevole, è deplorevole ... fa sentire soli in un mondo di lupi! Bellissimi versi, non posso che congratularmi con l'autore per la capacità espressiva e l'intonazione giusta del cuore.

Sara Acireale21 settembre 2016

"Chi non comprende non potrà aiutare". Scrive il sensibile Poeta. In effetti è difficile capire lo stato d'animo di una persona che soffre se non si è provvisti del senso dell'empatia. L'anima è stanca e il cuore è ferito ma nessuno "sente", nessuno capisce, nessuno è in grado di dare un po' di sollievo. È meglio (come asserisce il Poeta) non urlare il proprio dolore a gente che ironizza o (ancora peggio) punta il dito per accusare...

Silvia De Angelis22 settembre 2016

Sensazioni di grande disagio, d'un passato lontano, espresse in versi notevoli e spontanei Poesia molto apprezzata

Giovanni Ghione22 settembre 2016

Tutti passarono e tirarono innanzi, mi sovviene ascoltando questi profondi e incisivi versi, la Parabola del Buon Samaritano. Il sensibile e attento Poeta richiama quel concetto di farsi prossimo che non è facile quando si tratta di tormenti d'anima. La chiusa finale è esplicita: "chi non comprende non potrà aiutare!" Eloquente e puntuale introspezione.

T
Teresa Peluso23 settembre 2016

E' difficile capire il dolore degli altri, molto più semplice puntare il dito. Si adatta un po' a tutte le persone sensibili ed i sentimenti espressi sono quelli del rammarico, di vivere in un mondo pieno di cattiveria ed incomprensione. Poesia coinvolgente.

W
Wilobi24 settembre 2016

Momenti terribili in risultanza di fatti tutti ne hanno passati, ne passano e ne passeranno. Naturalmente tanti sono pronti a scagliare pietre, come fossero esenti. Aver accettato di confrontarsi con essi, viverli è comunque una vittoria che fa crescere ulteriormente l'uomo. Nasconderli, specie a se stessi, avrebbe arrecato solo danni maggiori, residuarli a ricordi addebitandosene la colpa è privilegio di pochi. Bravo Poeta a verseggiarli e renderli innocui.

S
Sabyr26 settembre 2016

A volte sembra che il nostro dolore non venga avvertito da nessuno e niente fuori di noi... Questa lirica struggente rende questa solitudine e tristezza così bene da trasmetterla direttamente al cuore. Ed è quello che una buona poesia riesce a fare... Molto sentita e d apprezzata.

carla composto27 settembre 2016

ricordi lontani di un passato triste pieno di disagio... tutti fan finta di non capire di non sentire... meglio tenere tutto dentro non esternare non capirebbero... uno sfogo degno di rispetto versi incisivi e forti che risvegliano animi dormienti bella opera il mio sincero elogio