…ho spento la mia luce
Calpesta rimpianti
d’un crudo
inverno dell’anima
il ricordo.
Come vortice già scemato
screma la pingue gioia
di schegge spensierate
nella memoria disperse.
Sotto un sole pallido ed anemico
che pulviscolo strepitante
di gioie e di dolori spande
gioco spietato con la corolla
del mio futuro quasi sfiorito.
Petalo dopo petalo
di un nulla pieno
strappo i riflessi stinti
d’animosi pensieri
che la notte
ha lievitato.
Ed ora
segregate le mie pene
il mio sentire spengo.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
S
Sasyna5 ottobre 2007
poesia molto profonda che suggerisce al lettore che rincominciare è possibile
Filippo Salvatore Ganci5 ottobre 2007
Poesia introspettiva avvincente i versi legano il lettore trascinandolo sino alla fine della poesia, dove la chiusa esalta il pensiero dell'autore

