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Riflessioni 2 ottobre 2016 · lettura 1 min · 1420 letture

Vecchio

Claretta Frau 422 poesie pubblicate
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Sono vecchio e brontolone sensibile e noioso voglio esser coccolato come un bimbo vo’ trattato. Sono vecchio “sì, lo so “ e di denti non ne ho. Ho però un cuore d’oro e regali e regalini faccio ai cari nipotini, che per dimostrarmi il loro affetto, mi fan tutti un piccolo dispetto. C’è Luigino, malandrino, che mi fruga nel taschino, c’è poi anche Gian Battista che vuol sempre la mia pipa e poi in fin, c’è Maria Rosa che fra tutti è la più affettuosa. Lei mi fa’:- O’ è nonnino! Che, mi dai un bel bacino? Sono vecchio, sì, lo so ma di gioie, ancor ne ho Li vedete? Questi sono i miei tesor. Non mettetemi da parte tante cose, ancor so dare l’esperienza e tanto amor.
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Oggi è la festa dei nonni, questa mia vuole essere un augurio a tutti loro. Non me ne vogliano, se non rispecchia la realtà di oggi. Ho scritto questa poesia che avevo solo tredici anni, da allora è trascorso tanto tempo, questo è ciò che coglievo nella mia verde età.

L'autore
Claretta Frau

Sono nata in Sardegna. Ho cominciato a respirare poesia ascoltando mio padre che amava improvvisare in lingua sarda. a scrivere poesie a tredici anni. Lo faccio tuttora spinta da un bisogno quasi viscerale di mettere su carta i pensieri e le emozioni mie, più profonde. Mi piace ogni forma d’arte e sperimentare nuovi mo

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Commenti (3)

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A
Antonio Terracciano2 ottobre 2016

Quando eravamo ragazzi, conoscevamo alquanto vagamente i segreti più intimi della poesia (metrica, figure retoriche, ecc.) , ma una cosa ci era chiara: per essere degna di chiamarsi così, la poesia doveva possedere almeno qualche rima. A ciò si aggiungevano la semplicità, l'ingenuità, la purezza dell'anima e del cuore, che a quei tentativi preadolescenziali conferivano una particolare grazia, non più alla portata degli adulti. La poetessa ha fatto benissimo a proporre questa sua fresca opera dedicata al nonno e scritta quando aveva soltanto tredici anni di età: essa ci risolleva lo spirito, spesso troppo appesantito dai gravosi saperi della maturità.

Luciano Capaldo2 ottobre 2016

Una bellissima e dolcissima filastrocca che rispetta come detto da chi mi ha preceduto nel commento, i canoni della rima della musicalità e della simpatia. Trattandosi di nonni adoro questa figura brontolona ma dolce di cuore proprio come quel riccio di castagna che dentro custodisce tanta dolcezza. Molto apprezzata e giustamente dedicata da una poetessa ancor fanciulla alla figura di valore inestimabile quale il nonno. Il mio elogio

W
Wilobi2 ottobre 2016

Ecco che se vecchio non diviene anziana parolaccia, questo ... è il vecchio che mi voglio.