Del mio negletto

Dai miei occhi precipita il salino
che origina il glauco guazzo
ove prono e arreso mi pongo
mentre le dita percorrono grevi
i senili solchi che oggi mi scavano il viso
Ho sfogliato le mie rughe a una a una
facendo della memoria l’aratro
e dell’esperienza il seme
ravvisando tardivo che priva di cura
la terra s’estenua e seme non pasce
Genuflesso all’abaco dell’incompiuto
dialogo con la morte e con la vita
impetrando alla prima un assegnamento
e alla seconda d’averne il tempo
misconoscendo che è già tardi
in quanto privo di te
lentamente
muoio
©
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L'autore
Moreno Tonioni
Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi
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