Ricordo i tuoi occhi
Ricordo i tuoi occhi
due pozze profonde di pianto
ricolme di buio dolore che gocce
di lacrime amare scorrere
lascia sulle tue gote
e il lieve tremore del volto
che pur rattenuto rivela l'angoscia
dell'animo tuo
per la fine del sogno.
Ora vedi
nel deserto che attorno ti appare
il beffardo sorriso
con cui Solitudine accoglie
chi soffre per piaga di amore.
Disperata ti vedo vicina
a me e conforto darti vorrei
e non sai che una simile pena
per te ho sofferto e lo strazio
sebbene ottuso dal Tempo
durerà fino a quando avrò vita.
Ma so bene che ogni parola
che non sia del tuo amore sparito
ti sarebbe sgradita ed allora
taccio e ti guardo, mio amore infinito.
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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