Naufraghi
Naufraghi siamo noi, trascinati da una stessa rete,
sporca e dilaniata dalla crudeltà del tempo o nostra?
Vieni, lègati stretta,
allunga le braccia
e non mostrarmi la tua paura,
io tremo più di te.
Allacciati ad un solo fiato, il mio,
morivi in silenzio ogni giorno
ed io non me ne accorgevo.
Ti guardavo allontanare sulla linea dell'orizzonte,
finché non vidi più i tuoi occhi,
né la seta nera dei tuoi capelli.
Con le dita sporche d'inchiostro hai urlato il tuo odio
ed io non una parola a deflagrare il silenzio.
Ritorna sui passi di un valzer infinito,
muovi le gambe come tu sai fare,
accarezza la carne che chiede di me
e mostrami l'eterno dolore del tuo ventre.
Hai sporcato l'aria di sangue
e la mia gola ha troppa sete per gridare il tuo nome.
Ho tra le mani la tua testa reclinata
che attende l'ultimo desiderio dal suo giuda,
lascia che sia io ancora a farti vivere e a scaldarti il sangue...
La luna e il mare sanno tutto di noi.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Francesco Rossi20 ottobre 2016
quando io sostengo di aprirsi al cielo e al mare trovo riscontri poetici in questa bella composizione poetica.
