Soldati di vetro

Abbiamo opposto soldati di vetro
al nuovo padrone
e ora cadono
frantumati
da un qualunquismo sconsiderato
una resistenza di cristallo soffiato
solo aria
urlata a forza
che poi si perde
nell’ignoranza del confronto
abbiamo opposto
le macerie di noi stessi
forse credendo
che potessero diventar palazzi
il nostro peggio
credendo
che potesse essere redento
abbiamo opposto la nostra umiltà
credendo che la cultura
non servisse a niente
che anche umiltà e ignoranza
ci potessero rappresentare
per le vie del mondo
ma oggi
che povero rimango
vedo un padrone
sempre più ricco
e sempre più padrone
vedo i miei soldati di vetro
tremare
e rompersi
urtandosi tra loro
vedo un orizzonte
senza più orizzonte
e senza identità.
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Francesco Rossi22 ottobre 2016
Una composizione che stimola la discussione, io credo che quando le idealità svaniscono e il tutto si riduce a una mera questione di governo il frantumarsi è una conseguenza e il poeta ben verseggia.

