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Riflessioni 22 ottobre 2016 · lettura 1 min · 207 letture

Soldati di vetro

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Abbiamo opposto soldati di vetro al nuovo padrone e ora cadono frantumati da un qualunquismo sconsiderato una resistenza di cristallo soffiato solo aria urlata a forza che poi si perde nell’ignoranza del confronto abbiamo opposto le macerie di noi stessi forse credendo che potessero diventar palazzi il nostro peggio credendo che potesse essere redento abbiamo opposto la nostra umiltà credendo che la cultura non servisse a niente che anche umiltà e ignoranza ci potessero rappresentare per le vie del mondo ma oggi che povero rimango vedo un padrone sempre più ricco e sempre più padrone vedo i miei soldati di vetro tremare e rompersi urtandosi tra loro vedo un orizzonte senza più orizzonte e senza identità.
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Commenti (1)

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Francesco Rossi22 ottobre 2016

Una composizione che stimola la discussione, io credo che quando le idealità svaniscono e il tutto si riduce a una mera questione di governo il frantumarsi è una conseguenza e il poeta ben verseggia.