O - issa
Scrivere Poesia è aggiungere realtà alla fantasia, è un rifugio di parole che escono dalla mente, dal cuore, è un donar pensieri dall'oggi, al domani, a ieri. Per me dall'adolescenza apprendista artigiano della parola è come ritornare a scuola per acquisire nuova conoscenza libera da ogni interferenza. L'importanza d
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un grido un richiamo che rafforza l'azione... un bel ricordare in un bellissimo dialetto complimenti di cuore elogio al poeta
Una lettura intensa con il rumore del mare Ligure che ha un sapore diverso, una voce segnata e temprata... Il poeta mi ha portato indietro, su piccoli arenili di barche dai colori consumati, corde sflilacciate ma robuste, al fischiettare davanti alle reti smosse dalla viva pesca. E alla lingua che dialetto non é, per un vero genovese "doc" che si diverte quando può a parlarLa con il batticuore. Apprezzatissima in immagini e sostanza... con gli occhi luccicanti.
Penso che, come gli alimenti sono il cibo per la nostra bocca, così le lingue e i dialetti siano il cibo per le nostre orecchie. E, come esistono le tolleranze e le intolleranze alimentari, così ci sono le tolleranze e le intolleranze linguistiche. Non faccio l'elenco delle lingue e dei dialetti che non riesco a digerire, ma voglio chiaramente dire che, per motivi senz'altro misteriosi, la parlata (che diventa forse ancora più bella e preziosa quando viene scritta) genovese (o ligure) mi trova in particolare sintonia con essa, come in questo caso, in cui, con tanta finezza, il poeta si intrattiene sul lavoro dei barcaioli (che si ripercuote sulla società circostante, anche soltanto nel ricordo) .
O - issa. Mi piace tanto il suono di questo dialetto, lo trovo piacevole e musicale. Il Poeta in questi versi poetici descrive il faticoso lavoro dei marinai. Tutto è descritto in modo molto suggestivo, sembra di vedere questo tiro della fune per trainare la barca sulla spiaggia e quel "O - ISSA" mi risuona nelle orecchie...
Padronanza della lingua scritta e l’emozione che il testo suscita. Richiamo utilizzato dai pescatori che rafforza il duro compito della pesca e detta il ritmo delle onde...” Il più bello dei mari è quello che NOI navigammo" . Molto apprezzata Chiusa! Applausi sentiti. Complimenti!!!
un testo che suscita sensazioni emozionanti per il tema trattato ma anche per il vernacolo che rende ogni scritto molto affascinante, gran lavoro
Immagini, ricordi, visioni... descrizioni molto poetiche in un lavoro che cattura la fantasia. Tutto appare così concreto e presente che sembra di vederlo davanti a noi. Un'opera molto bella e stimolante e ringrazio il poeta per la traduzione. Il mio elogio sentito.
Una capacità sorprendente nel descrivere delle immagini con versi appropriati dove le parole diventano colori che rivestono dei ricordi ancora vivi e palpitanti nel cuore del poeta... apprezzatissima poesia... e come sempre melodioso poetare...
io che vengo dal mare di Sicilia e quindi avvezzo anche se non personalmente alla pesca, vedo in ogni citta di mare, Palermo dove vivo ed i prticcioli viciniori, Isola delle femmine, Sferracavallo, Terrasini, Aspra porticello, altresi di mare è la mia citta di nascita, Agrigento con la sua Porto Empedocle, sciacca etc. Il grido o issa si sente in tutte le città di mare. Il poeta ha descritto con maestria la dura vita degli uomini del mare, per portare il sostentamento a casa. elogio ed sef!







