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Dialettali 25 ottobre 2016 · lettura 2 min · 1194 letture

O - issa

Giovanni Ghione 496 poesie pubblicate
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Ou sento ancön inte onde in sce l'aenn- a quande ö tio de- a barca ö te ciappava a schenn- a ö crïo ö l'ea pe daghe un corpo e doppo 'n'atro e avanti e inderre co- e brasse ö se mesciava ö scafo Negrin con Manitto Gioxe cön ö Perseghin cegavan inte un o - issa a schenn- a a- o ponentin questo crïo ö se spande sciù pe l'entrotaera dove a muxica de- a sappa a taggia l'aia e a taera l'è un canto de- a Liguria invocasiön e preghëa offerta e sacrifissio nostra vöxe e bandëa o - issa ö pa che a digghe l'urtima onda in mâ e a me riporta a quande scigoando ö se andava a câ. Traduzione: Lo ascolto ancora tra le onde sulla spiaggia quando il traino della barca ti prendeva la schiena il grido era per dare il ritmo al tiro della fune avanti e indietro con le braccia mentre lo scafo si muoveva Negrin con Manitto Gioxe con il Perseghin piegavano con un o – issa la schiena al vento di ponente questo grido (richiamo) si espande su per l'entroterra dove la musica della zappa taglia l'aria e la terra è' un detto di Liguria invocazione e preghiera offerta e sacrificio nostra voce e bandiera o- issa sembra dire l'onda che si infrange e mi riporta al tempo in cui fischiettando si andava casa
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O - Issa (modo di dire in vernacolo per ritmare lo sforzo manuale per il traino della barca sulla spiaggia). I nomi sono di fantasia.

L'autore
Giovanni Ghione

Scrivere Poesia è aggiungere realtà alla fantasia, è un rifugio di parole che escono dalla mente, dal cuore, è un donar pensieri dall'oggi, al domani, a ieri. Per me dall'adolescenza apprendista artigiano della parola è come ritornare a scuola per acquisire nuova conoscenza libera da ogni interferenza. L'importanza d

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Commenti (9)

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carla composto25 ottobre 2016

un grido un richiamo che rafforza l'azione... un bel ricordare in un bellissimo dialetto complimenti di cuore elogio al poeta

Marial25 ottobre 2016

Una lettura intensa con il rumore del mare Ligure che ha un sapore diverso, una voce segnata e temprata... Il poeta mi ha portato indietro, su piccoli arenili di barche dai colori consumati, corde sflilacciate ma robuste, al fischiettare davanti alle reti smosse dalla viva pesca. E alla lingua che dialetto non é, per un vero genovese "doc" che si diverte quando può a parlarLa con il batticuore. Apprezzatissima in immagini e sostanza... con gli occhi luccicanti.

A
Antonio Terracciano25 ottobre 2016

Penso che, come gli alimenti sono il cibo per la nostra bocca, così le lingue e i dialetti siano il cibo per le nostre orecchie. E, come esistono le tolleranze e le intolleranze alimentari, così ci sono le tolleranze e le intolleranze linguistiche. Non faccio l'elenco delle lingue e dei dialetti che non riesco a digerire, ma voglio chiaramente dire che, per motivi senz'altro misteriosi, la parlata (che diventa forse ancora più bella e preziosa quando viene scritta) genovese (o ligure) mi trova in particolare sintonia con essa, come in questo caso, in cui, con tanta finezza, il poeta si intrattiene sul lavoro dei barcaioli (che si ripercuote sulla società circostante, anche soltanto nel ricordo) .

Sara Acireale25 ottobre 2016

O - issa. Mi piace tanto il suono di questo dialetto, lo trovo piacevole e musicale. Il Poeta in questi versi poetici descrive il faticoso lavoro dei marinai. Tutto è descritto in modo molto suggestivo, sembra di vedere questo tiro della fune per trainare la barca sulla spiaggia e quel "O - ISSA" mi risuona nelle orecchie...

M
Mariasilvia25 ottobre 2016

Padronanza della lingua scritta e l’emozione che il testo suscita. Richiamo utilizzato dai pescatori che rafforza il duro compito della pesca e detta il ritmo delle onde...” Il più bello dei mari è quello che NOI navigammo" . Molto apprezzata Chiusa! Applausi sentiti. Complimenti!!!

Merlino25 ottobre 2016

un testo che suscita sensazioni emozionanti per il tema trattato ma anche per il vernacolo che rende ogni scritto molto affascinante, gran lavoro

Pagu26 ottobre 2016

Immagini, ricordi, visioni... descrizioni molto poetiche in un lavoro che cattura la fantasia. Tutto appare così concreto e presente che sembra di vederlo davanti a noi. Un'opera molto bella e stimolante e ringrazio il poeta per la traduzione. Il mio elogio sentito.

Giacomo Scimonelli26 ottobre 2016

Una capacità sorprendente nel descrivere delle immagini con versi appropriati dove le parole diventano colori che rivestono dei ricordi ancora vivi e palpitanti nel cuore del poeta... apprezzatissima poesia... e come sempre melodioso poetare...

Giuseppe Vullo28 ottobre 2016

io che vengo dal mare di Sicilia e quindi avvezzo anche se non personalmente alla pesca, vedo in ogni citta di mare, Palermo dove vivo ed i prticcioli viciniori, Isola delle femmine, Sferracavallo, Terrasini, Aspra porticello, altresi di mare è la mia citta di nascita, Agrigento con la sua Porto Empedocle, sciacca etc. Il grido o issa si sente in tutte le città di mare. Il poeta ha descritto con maestria la dura vita degli uomini del mare, per portare il sostentamento a casa. elogio ed sef!