Inno albanense
Nascoste
maestose le mura s'innalzano fiere
le mura romane, le terme severe
che pur di mollezze fur vasto scenario
di legione impavida senza avversario
che pur dopo accolsero canti e preghiere
silenti le mura s'innalzano fiere
Nascoste
dal velo più vario
che qui d'ogni tempo s'è stratificato
morendo l'impero il suo solco è restato
di Cristo l'avvento non è stato vano
nè d'ogni altra svolta nel ventre di Albano
di regole priva, nel vivo sgraziato
lo stemma tornito rifulge celato
Nascosto
dal manto di Albano
E tu campanile sì auster di San Pietro
tu sai quanta storia ti trascini dietro
la Storia ti fece e la Storia rimiri
passarti davanti nel corso tra i giri
e il vociar di folla, vibrante ogni metro
del nuovo presente, e tu intanto San Pietro
nascondi
sopiti sospiri
che s'avvicendarono sotto i tuoi occhi
in dono al presente passato trabocchi
non un secol morto, non un secol vano
nel lasciar l'impronta di un giorno lontano
ma ancora ben vivo e tra fremiti e schiocchi
del giorno presente fai ch'ognun lo tocchi
pur nascosto
a mo' dello stemma al di là del vociare tra i crocchi
nel ventre di Albano.
©
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