«Sulla pelle maledetta»
Stefano Drakul Canepa
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Non era possibile
che fosse già autunno
il colore delle ombre
era ancora lontano
Dal nero profondo
E molte altre cose
stentavano a ritornare
lucenti come al tempo
dei sogni mai nati
Non era credibile
il silenzio del giorni
quest'eterna attesa
che rendeva tutto irreale
Anche il buio delle notti
Temeva il ricordo
delle lune più corrotte
la luce argentata
produceva ancora ferite
Sulla pelle maledetta
Dalle parole di fine estate.
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Stefano Drakul Canepa
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