Dubbio vi sorga

Come vi permettete,
opporre al mio travaglio
che genera la trama,
meschini e insulsi orditi?
Potreste voi, il mio credo,
ridare al vano oblio,
nel ribadito scempio
dei sentimenti resi?
Quale altezzosità v’attribuite,
o stolti,
nell’erudita plaga
che pulpito v’addossa?
Attenti al troppo intendere,
potreste scellerare,
anzi, dubbio vi sorga,
già siate scellerati.
Quel dubbio che tacere
non dia la via di scampo,
giacché il silenzio oltraggia
le vostre menti oscene.
Dubbio vi sorga e ordunque,
sia dato a intendimento,
che di poesia il poeta,
stiate ammirando ignari.
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L'autore
Alephso
Qui rendo me stesso, scrivendo attento l'opinabile sentire che ascolto nel mio essere inintelligibile.
Commenti (1)
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Lina Sirianni5 novembre 2016
Qualche piccolo refuso da correggere ma una intensa ribellione scorre sotto i miei occhi... Chi troppo si presume senza alcun dubbio è solo uno scellerato che di poesia non capisce proprio!

