Più non fatican il mietitor e la mondina
Luglio, oggi nel campo di grano
più non muove e non fatica il mietitor:
solo un ricordo la falce e il sudore
della fronte e giunge ottobre, più
nella risaia dei giovani garzoni il taglio
secco netto del riso recidere le spighe,
non più canti e nenie ad addolcire
delle membra i dolori o otri in fresco
per togliere l’arsura forte dalle gole,
nè più si vede dei cavalli il proceder
ad alleviare di chi raccoglie le fatiche,
né pur delle vecchie mietitrici il fragor
del moto senti che lento percuote lento
quei ricchi di nutrimento steli, un ricordo
solo: nuovi mostri d’acciaio dai motor
potenti e dai potenti rostri tagliano veloci:
cedono gli steli i frutti e a parte separati
e di paglia nascon rotonde od oblunghe
Lì lasciate sul terreno balle, un terren
avaro non come un tempo generoso
al doloroso spigolar della vedova
del mendico e oggi pur misero dono
al digiuno d’altri spigolator che son
passeri colombi gabbiani bianche
garzette che come spenti i motori
affollano tra un volo e l’altro i campi.
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
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