Solchi
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Quando mi sveste il buio
del tatto, tu sulla carne bianca
che arrossa, sei
Io, fessure alle dita
Lo divento
Sei (sono)
tocchi di fiato
a labbra da scucire,
baci penetrati
da porte supine:
si spalanca l’estro d’amore,
ti trattengo...
conduco al fondo
La natura ha solchi
incandescenti
nel divenire materia:
trasforma fiotti
in esercizi di sboccio
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (3)
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Luciano Capaldo7 novembre 2016
C'è tanta passione e femminilità in questa stupenda lirica. Un passo cadenziato le cui pause rappresentano un successo dell'eros che, con eleganza, la poetessa ha saputo cucire e ricamare intorno alla figura di un corpo ...di due persone. Molto bella.
carla composto7 novembre 2016
estro d'amore in tutta la sua passionalità in un erotismo ben descritto composto ed apprezzato elogio
Silvana Poccioni7 novembre 2016
L'eros si veste dei veli delicati di una donna in questa lirica che, pur nell'intensità della passione, conserva inalterata la magia dell'amore più puro. Ci si può donare completamente e rimanere tuttavia regine cui si deve tatto e rispetto, nel prendere e nel dare il piacere. Apprezzatissima.



