Corrono su binari morti
A quale dio lanciava il suo fischio
non l’ho mai capito e ancora oggi
ciondolante sulle rupe maledetta
guardo con odio la serpe d’acciaio
mordere le praterie degli estinti.
O quasi.
E mi lascio andare in un canto
e sembra che i guerrieri Yaqui
si sveglino dal torpore perenne
intonando in simbiosi con me
le gesta degli antichi popoli.
E’ magia.
Poi tutto svanisce e le stelle
s’accendono come fuochi sacri
ma intorno più nessuno danza
come se quel luccichio mi vieti
di varcare i confini del mondo.
E piango...
...lacrime che si riconquistano la libertà.
©
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