Metafora del Monito a un Pellegrino
Massimiliano Zaino
1199 poesie pubblicate
+ Segui
Se il quieto vento che può soffiàr muto
sta, e silenzioso, e tìmido; e si svelle
dopo la Primavera e in sull'Estate,
dopo avèr colto le spighe dorate,
ei a' baci ancòr cedendo di settembre,
tu, oh pellegrino,
allora va' a temère la bufera,
la neve dell'Inverno,
la bruta possa delle aspre slavìne!
Colpa è tua: hai preferito il freddo soffio
più della mite aurora.
Se le nùvole miti che non piòvono
placidamente t'àprono un sentiero,
di sotto il Sole che brilla leggero,
se tu non t'incammini,
lo sai che presto verrà la Tempesta,
ed ella scuoterà e selve e montagne,
sopra il tuo volto tuonando di fòlgori,
e di Destino?
Se attendi tanto a rivendicàr, dunque,
la libertà dei cieli tuoi e dei monti
sappi che incatenato un dì un Titàno
spezzerà le catene, e da lontano
verrà a prèndersi ei l'urlo del tuo cuore,
lo farà suo per rapìrti la spene,
e per avvelenàrti anche le vene...
ti vorrà fare ubriaco di sue fole;
e tu allora non esisterai più:
sarai sol pioggia nella sua Tempesta,
sarai ombra della sua ombra.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
