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Ribellione 12 novembre 2016 · lettura 2 min · 1116 letture

Nello specchio della povertà il riflesso del vuoto

Willy Zini 307 poesie pubblicate
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Non è il solo abbruttimento che mi sconvolge, non è nemmeno la puttana inerzia o l'anchilosarsi di cervelli, e neppure l'annegare nella perniciosa comodità dell'egoismo. Non è nulla di tutto questo, sapete? Da più di un secolo stiamo mutando in un androide massificato: un infernale ingarbuglio di coscienze in cortocircuito, funzionali soltanto alla nostra stessa schiavitù - subalterni senza controllo, e degenerati nella peggiore creatura che potesse partorire la nuova era: atomi disobbedienti, comandati da un magnetismo altro, inconcepibile. L'utopia dell'individuo collettivo si è schizofrenizzata in un immenso automa, apparentemente cosciente nell'incoscienza generale. Dalle pance gridano allora gli istinti degli uomini alfa alfa: i loro aliti, sudori e fetori non vedono l'ora d'instillarsi tra le crepe della terra, accompagnate dal consueto uragano di lacrime e di sangue. E chi sono io se non un rachitico ragnetto raggomitolato nella grigia coperta foderata di seta colorata del tempo; incapace a rivoltarla? L'ennesima morìa di nuovi presunti Übermenschen si avvicina: au revoir!
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Gabriel Cornelius von Max, Monkeys judges of art (1889)

L'autore
Willy Zini

Willy Zini nasce a Bormio il 12 maggio 1990. Coltivando da sé interessi letterari e artistici ha iniziato a cimentarsi nella scrittura sin dalla sua adolescenza. Laureato cum laude in Scienze Umanistiche curriculum filosofico all'Università “Carlo Bo” di Urbino, Willy vive dividendosi tra la Romagna e la Valtellina. I

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Commenti (1)

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Merlino12 novembre 2016

E' davvero impressionante ciò che il nostro poeta sottopone alla nostra attenzione, un tema che condivido perfettamente, una visione realistica, a dir poco sconcertante, di ciò che sta succedendo in questa società dove si sono messi al primo posto l'individuo non come 'persona' che ha il pieno possesso di sé e della sua coscienza ma come degli ingranaggi del tutto per far si che il tutto sia 'nulla'. Una società che asserve a una visione 'dionisiaca' non dell'uomo ma della società stessa, un abominio che equipara l'essere ai suoi bisogni per far si che le coscienze siano annientate. Una poesia che esprime tutta la rabbia verso ciò che sta succedendo in maniera egregia. Una poesia che non possiamo non condividere